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IL "VOLO DEL CIUCO" DI EMPOLI (1397-1861)
Ipotesi di stesura di una mostra sull'argomento
APPENDICE:
esempi
di altri voli celeberrimi in Toscana.
Il
Salto della Contessa
La tragica vicenda di Pia dei Tolomei
torna ogni anno a rivivere a Gavorrano (GR).
In agosto le vie e le piazze della cittadina che ha legato molto del suo
recente passato alle miniere saranno colorate dei vessilli e dei costumi
medievali che caratterizzano la manifestazione dal titolo "Il
salto della contessa". Questa rievocazione storica è organizzata
dalla Nuova Associazione Pro Loco Gavorranese con il patrocinio dell'Amministrazione
comunale di Gavorrano. Si deve proprio alla Nuova Associazione Pro Loco
Gavorranese la nascita della manifestazione. Appena costituito, agli inizi
degli anni '90, questo sodalizio in accordo con l'Amministrazione comunale
cominciò a lavorare con impegno alla riscoperta delle antiche tradizioni
locali. Nel 1993 nacque il "Salto della Contessa", la rievocazione
storica della morte di Pia de' Tolomei. Ma chi è questo personaggio,
spesso avvolto da un alone di leggenda. La sua storia è tutta racchiusa
in pochi celeberrimi versi che Dante nel quinto canto del Purgatorio
della sua Divina Commedia le dedicò:
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"Deh
quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato della lunga via",
seguitò il terzo spirito al secondo ,
"ricordati di me che son la Pia:
Siena mi fè; disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".
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Questa figura di donna corrisponde secondo la tradizione
raccolta dagli antichi commentatori danteschi a Pia de' Tolomei, la moglie
di Nello d'Inghiramo dei Pannocchieschi, signore del castello di Pietra
nella Maremma, capitano della taglia guelfa nel 1284 e ancora vivente
nel 1322. Colui che la stessa Pia, nei versi danteschi, addita come responsabile
della sua morte è proprio il marito, Nello Pannocchieschi. Secondo
alcuni commentatori Nello l'avrebbe fatta uccidere per potersi sposare
con Margherita Aldobrandeschi, quando, nel 1297 fu legalmente sciolto
il matrimonio di questa con Loffredo Caetani, nipote di Bonifacio VIII.
Secondo altri invece Nello fece uccidere Pia accecato dalla gelosia. La
vicenda tragica si compie, secondo la tradizione popolare, nel castello
di Pietra a pochi chilometri di distanza da Gavorrano nel suo territorio
comunale. Pia viene condotta nottetempo nel castello e qui viene gettata
dalla finestra del maniero. La tradizione conferma l'episodio indicando
come salto della contessa il dirupo sottostante ai ruderi del castello
ancor oggi visibili.
Per rievocare questa vicenda il
paese di Gavorrano è stato suddiviso in due contrade. La parte
del centro storico è stata denominata contrada dei Pannocchieschi
(in onore di Nello Pannocchieschi, signore medievale di Gavorrano). Questo
rione è contraddistinto dai colori rosso ed oro. La parte nuova
del paese è stata chiamata contrada dei Tolomei ed ha i colori
azzurro ed argento.
Una ricerca storica sulle dinastie
Tolomei e Pannocchieschi ha permesso di individuare gli stemmi che sono
stati scelti per identificare i due rioni. E' stato allestito il Corteo
storico con una rappresentanza comunale caratterizzata dalla presenza
di musici e di sbandieratori. Sono circa un centinaio i figuranti del
corteo storico vestiti con costumi realizzati sulla base di modelli medievali.
Tutte le vesti sono state confezionate nelle case di Gavorrano dalla passione
e dall'abilità di tante volontarie.
Un programma-tipo
del "Salto della Contessa" :
- Al pomeriggio quando i cortei
delle due Contrade e del gruppo comunale animeranno con le loro vesti
di foggia medievale e con il suono dei loro tamburi le strade della cittadina.
Sarà poi tempo di sfida tra la contrada Pannocchieschi e la contrada
Tolomei con il "Torneo della Pia" quest'anno si affronteranno
in una gara tra arcieri alla quale prenderà parte il gruppo storico
Compagnia degli Arcieri "Appiana Extirpe" di Scarlino. Nel corso
degli anni il "Torneo" si è svolto secondo diverse modalità.
Nel 1993, alla prima edizione, si svolse attraverso una sfida di tiro
con l'arco. Negli anni successivi questa gara fu sostituita da tornei
a cavallo. Quest'anno c'è un ritorno alle origini con una sfida
in punta di freccia per onorare Nello e Pia in un giorno di festa, quello
delle loro nozze.
- A dare il via alla disfida sarà
la stessa Pia facendo cadere il suo fazzoletto, dall'antico nome di Zendado.
- Ogni anno vengono messi in scena
testi originali scritti dai volontari della Pro Loco gavorranese sul tema
classico della vicenda di Pia. Il momento più intenso della rappresentazione
è costituito dalla tragica fine di Pia. La sventurata verrà
trascinata da due guardie e seguita dall'intero corteo storico verso la
torre più alta di Gavorrano nell'antica via del Fosso, oggi via
Bandi. Da dove un aguzzino la getterà nel vuoto.
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Notizie
su...GAVORRANO
A pochi
chilometri dal Golfo di Follonica, sul fianco del Monte Calvo, sorge
Gavorrano, importante centro minerario fino agli anni '80.
Posto in una posizione dominante (273 m.), offre al visitatore uno
splendido panorama di colline ed una vista sulla pianura di Follonica,
fino al mare.
Il borgo, pur così vicino al litorale (si raggiunge in pochi
minuti di auto) è lontano dai ritmi frenetici del turismo
balneare. La risorsa economica principale di Gavorrano nel secolo
scorso è stata l'attività mineraria. Nel 1898 fu individuata
una grande massa di pirite la cui estrazione è andata avanti
fino ai primi anni '80; oggi le miniere sono chiuse, ma restano
integre alcune strutture quali: il Pozzo Roma o il Pozzo Valsecchi
. Le infrastrutture sono fruibili solo in minima parte, ma saranno
inserite in un grande progetto di recupero per la costituzione di
un "Parco Minerario".
I centri medioevali di Caldana (il luogo è ricordato da Plinio
come "Aquae calidae), di Ravi, di Giuncarico ed i ruderi della
Rocca di Castel di Pietra, saranno le tappe di un percorso in una
natura incontaminata ove sarà possibile un incontro con cinghiali,
caprioli, istrici, volpi, rapaci o specie altrove scomparse come
la martora o il gatto selvatico.
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Il volo di
Cecco Santi
Secondo la leggenda popolare Cecco Santi, il capitano dell'esercito di
Vinci, tradì la città per amore di una nobildonna nemica.
Gli abitanti di Vinci lo condannarono ad essere gettato dalla torre del
castello dei conti Guidi, ma - dopo aver bevuto un bicchiere di vino!
- Cecco volò sino alla collina di fronte al castello, e si salvò.
Quell'anno i raccolti furono abbondanti: per propiziarne di nuovi, ogni
anno in Luglio si rievoca il "volo".
Clicca sulle pagine del volantino per conoscere altre informazioni...
Per informazioni ulteriori:
Associazione Culturale "Volo di Cecco Santi"
Via della Torre - Vinci
Tel. 0571 567960
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