LA "PRESA DI SAMMINIATO" (1397)
Ipotesi di stesura di una mostra sull'argomento.
Terza Parte.

Famoso è il detto:

"Difficile come volare, Quando i ciuchi voleranno, Meglio a Pisa studiar per esser uomini, che a Empoli volar pel Corpusdomini"



Il "volo del ciuco", che il Dott. Ippolito Nieri identifica come una pratica nata per festeggiare la "Presa con le capre" di San Miniato, sembra avere un significato prettamente religioso.
Le ali del ciuco di Empoli, conservate nel Museo della Collegiata, rappresentano, nella didattica religiosa, il ribelle Lucifero. Lo strano angelo che ancora oggi è collocato sulla cuspide del campanile della Collegiata era, per il Corpus Domini, l'antagonista vincente del ciuco-Lucifero. La sacra rappresentazione vedeva come Epilogo il sacrificio del ciuco-Lucifero, il quale veniva fatto precipitare dalla cella campanaria in Piazza .

In realtà questa pratica non era diffusa solo ad Empoli; anche a Castellare di Montramito (LU) è infatti documentata questa usanza religiosa (si legga in proposito Ildefonso Nieri, Usanze tradizionali lucchesi,1914).

 

Le capre,
leggenda toscana, ma anche letteratura e toponomastica.


CAPRAIA E MONTELUPO

"Da Montelupo si vede Capraia, Iddio fa le persone e poi l'appaia".

Del borgo di Capraia, le cui origini del nome ("Cerbaria") richiamano ad uno stato selvaggio della contrada, c'è da dire che questo pugno di case arroccato sulla cima di un colle che domina la piana di Empoli non ebbe mai il querulo belato della capra, specie nei confronti dei "cugini" di Montelupo, borgo cresciuto sulla sponda opposta dell'Arno. Su questi contrasti tra Montelupo e Capraia fa fede il detto popolare "Per contrastare quella capra non ci vuole che un lupo". Tuttavia, ai tempi d'oggi, si può benissimo dire che Capraia e Montelupo hanno spesso finito di essere l'una indispensabile all'altra, e che a forza di sorvegliarsi ed ammiccarsi, i due paesi abbiano finito per andarsene a braccetto per il mondo.




LE CAPRE DI PINOCCHIO

dal cap.XXXIV de "Le avventure di Pinocchio"

Pinocchio, gettato in mare, è mangiato dai pesci e ritorna ad essere un burattino come prima: ma mentre nuota per salvarsi, è ingojato dal terribile Pesce-cane.

(…) Intanto che Pinocchio nuotava alla ventura, vide in mezzo al mare uno scoglio che pareva di marmo bianco, e su in cima allo scoglio, una bella caprettina che belava amorosamente e gli faceva segno di avvicinarsi.La cosa piú singolare era questa: che la lana della caprettina, invece di esser bianca, o nera, o pallata di piú colori, come quella delle altre capre, era invece tutta turchina, ma d'un turchino cosí sfolgorante, che rammentava moltissimo i capelli della bella Bambina. (…)


LE TESTE DI CAPRA
di UGOLINO GRIFONI,Gran Maestro dell'Altopascio.

L'Ammannati, o il Giambologna, nella dimora fiorentina del sanminiatese Ugolino Grifoni, nel cornicione d'ingresso del Palazzo in Piazza Santissima Annunziata, in pietra serena scolpiscono raffinatamente splendide teste di capra in funzione di mensolotti.



L'ISOLA DI CAPRAIA

Certamente conosciuta e forse anche abitata dagli etruschi, fu con i navigatori greci che acquisto' una non trascurabile importanza. Trovatala densamente popolata di capre selvatiche, vi presero dimora e la battezzarono Aegilon, che significa appunto "posto da capre". L'isola non si sottrasse neppure alle attenzioni dei romani, i quali notarono che essa, oltre ad avere un numero inverosimile di capre, costituiva un punto obbligato lungo la rotta che dai porti tirrenici in loro mano portava alla Corsica. Plinio il Vecchio,nella sua Naturalis Historia scriveva : "Capraia, quam Greci Aegilon dixere".

LA CAPRA DEL…MONTE DEI PASCHI

Il più antico istituto di credito italiano sorse proprio in sostegno della pastorizia, il senese Montes de Pascoli.


(Fine Terza Parte)

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