IL "VOLO DEL CIUCO" DI EMPOLI (1397-1861)
Ipotesi di stesura di una mostra sull'argomento

- Introduzione: come nasce la tradizione del "Volo del Ciuco"

...Una premessa...

Nel 2000 il famoso giornalista Indro Montanelli, parlando di politica, scriveva:

Quelle proposte un po' indecenti

"Quando ero ragazzo, a Empoli, paese contiguo al mio, per fare gente il giorno della Fiera, ricorrevano al "volo del ciuco" sospendendone uno a un cavo allacciato a una fune che dalla vetta del campanile lo faceva scendere quasi a precipizio fino al centro della piazza, anche a rischio che l'impatto gli spezzasse le gambe, come spesso avveniva. Quindi che oggi i partiti politici, per fare gente (cioè voti) alle imminenti elezioni regionali, facciano volare qualche ciuco, non mi stupisce, anzi mi stupirebbe se non lo facessero. (...)"

(Dal "CORRIERE DELLA SERA" del 29 gennaio 2000 )

Pur nella sua penna graffiante, Indro Montanelli bene introduce la realtà di quella che era una pratica piuttosto violenta: il sacrificio di una animale (il ciuco) letteralmente "gettato" in piazza gremita di gente per il giorno del Corpus Domini. Montanelli forse dimentica che la pratica del Volo del ciuco scomparve definitivamente nell'anno 1861, quando venne abolita poichè troppo crudele; tuttavia la storia ci insegna come questa andasse avanti dal Medioevo (la data di inizio "ufficiale" è l'anno 1397) e percio', per la sua longevità e per la sua peculiare caratteristica, diviene argomento affascinante al quale non ho potuto negare la mia curiosità. Ma andiamo con ordine...

1397: Il VOLO DEL CIUCO.
(Materiale tratto da : http://www.tifonet.it/empoli/rangers/)


A partire dal 1397 in piazza Farinata degli Uberti (Piazza dei Leoni) si è svolta per secoli la tradizionale festa del Volo del ciuco.
Nel giorno del Corpus Domini un povero asinello veniva portato su per il campanile e appeso ad una carrucola su una corda, poi veniva fatto "volare" sulla piazza stracolma di gente in festa scendendo veloce dal campanile fino al loggiato del Palazzo Ghibellino dove la povera bestia finiva la sua corsa schiantandosi contro una delle colonne.

Questa festa, tutta empolese, venne organizzata nel 1397, dopo la presa da parte delle truppe di Empoli del castello di San Miniato al Tedesco, ritenuto all'epoca inespugnabile. La Silvera, colonnella dei sanminiatesi, al messaggero empolese che intimava la resa risposte "Rispondi pure ai tuoi gran generali che se non hanno altri moccoli che questi andranno a letto al buio, gli asin pria volar di posta si vedranno pel ciel, che la forte città coi suoi paesi cada in poter giammai degli empolesi".

Gli empolesi escogitarono allora uno strattagemma, raggrupparono tutte le pecore del contado e dopo averle radunate nella valle ad ognuna fu appeso un lumino al collo e alle corna. Di notte il Capitano Cantino Cantini si presentò sotto le mura di S. Miniato con duemila fanti empolesi a chiedere la resa della città: "Son Cantino della Valle con mill'omini alle spalle, e se questi un son bastanti, laggiù ce n'è altrettanti". Lanciato lo sguardo nella valle si vedeva un brulichio di migliaia di lumini che si muovevano verso San Miniato. La resa fu immediata e furono aperte le porte della città agli empolesi che lo conquistarono senza colpo ferire.

Quando le pecore si avvicinarono e fu scoperto l'inganno fu troppo tardi, i samminiatesi erano stati disarmati. Il feudatario di San Miniato che si era arreso venne invitato ad Empoli "dove avrebbe visto gli empolesi far volare anche lo ciuco per il cielo di Empoli". Infatti, per commemorare la grande vittoria, i Senatori di Empoli ordinarono che il giorno seguente si facesse festa e che dal campanile un asino doveva volar per confermare le parole degli sconfitti. La festa in ricordo venne mantenuta per alcuni secoli e si svolgeva nel pomeriggio della festa cristiana del Corpus Domini, intrattenendo le genti in attesa della processione serale.

Nel 1860 venne proibita per legge, anche per la crudeltà del volo ma soprattutto per il messaggio di odio che inviava verso un paese vicino. E' stata poi ripresa nel 1981 come evento rievocativo, con sfilata in costume d'epoca e volo di un finto ciuco, protrattosi per alcuni anni unitamente al collaterale Torneo del giuoco della palla doppia che assegnava il Palio del Ciuco di Empoli al termine di maschie partite fra le contrade cittadine dei Rossi (Porta Fiorentina), Gialli (Porta Bocca d'Arno), Azzurri (Porta Senese) e Verdi (Porta Pisana).

Sarebbe auspicabile che la tradizione venisse ripresa in futuro per non perderne la memoria. Intanto le generazioni di empolesi si tramandano da secoli il proverbio empolese "O studiar con impegno ed essere uomini, o volar dal campanil per il Corpus Domini".

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PIAZZA FARINATA DEGLI UBERTI ("Piazza dei Leoni") - Empoli (FI)


Da sempre conosciuta da generazioni di empolesi col nome di Piazza dei Leoni, è la piazza principale dell'antico centro cittadino, circondata da bellissimi portici di varie epoche.

E' arricchita al centro da uan fontana marmorea opera del Pampaloni (1828) con le Naiadi e ai lati quattro leoni che con il loro getto d'acqua hanno dissetato nelle calde giornate estive tutti gli empolesi (da qui il nome confidenziale Piazza dei Leoni).

Sulla Piazza si affacciano i più importanti edifici storici empolesi: l'insigne Collegiata, il Palazzo Ghibellino e il Palazzo Pretorio.


In questa piazza si è svolta per secoli la tradizionale festa del "VOLO DEL CIUCO".


(Materiale tratto da : http://www.tifonet.it/empoli/rangers/)